Benvenuti nella terza lezione del Corso gratuito di fotografia. Nella lezione precedente abbiamo parlato delle impostazioni di base (automatiche) e semi-automatiche della nostra reflex. Oggi andiamo a scoprire la modalità manuale: impareremo i dettagli sull’apertura del diaframma, tempi di scatto e sensibilità ISO, nonchè il modo in cui tali impostazioni influenzano le nostre fotografie

Grafica corso Base gratuito di fotografia

Apertura del diaframma

L’apertura del diaframma (abbreviato con “ f “ ) è probabilmente il concetto più difficile da comprendere per le persone che si stanno avvicinando al mondo della fotografia, ma una volta capito, fidati, è semplice!

Se guardiamo all’interno di un obiettivo possiamo vedere il diaframma.

immagine del diaframma all'interno dell'obiettivo

Il diaframma all’interno dell’obiettivo

Maggiore è l’apertura, maggiore è la luminosità che si lascia entrare con ogni esposizione.

immagine del diaframma aperto

Diaframma aperto – f/2,8

Più piccola è l’apertura, meno luce si lascia entrare.

immagine del diaframma chiuso

Diaframma chiuso – f/22

Perchè quindi utilizzare un’apertura piccola se una più ampia lascia entrare più luce?!

A parte quelle situazioni in cui c’è troppa luce e vuoi farne entrare di meno, chiudere il diaframma significa aumentare la profondità di campo

Se hai visto fotografie con soggetto ben a fuoco e sfondo sfocato, invece, è dovuto ad un’apertura del diaframma ampia.

L’apertura del diaframma, come accennato in precedenza, è rappresentata in f-stop. Un numero basso, esempio f/1,4, denota un’apertura ampia; un numero più alto, come f/22, denota una apertura più stretta.

In fase di acquisto di un obiettivo dobbiamo guardare l’apertura più ampia possibile. Tutti gli obiettivi, infatti, sono contrassegnati con il loro diaframma più aperto possibile.

Se vedi un obiettivo 50mm f/1,4, significa che la massima apertura del suo diaframma è f/1,4.

foto di un obiettivo 50mm fisso

Obiettivo fisso 50mm a f/1,4

Alcuni obiettivi zoom (i più economici) hanno un intervallo del diaframma, per esempio, di f/ 3,5 – 5,6. Questo significa che quando l’obiettivo viene impostato alla sua minima lunghezza focale, il diaframma più ampio possibile è f/3,5; ma quando andiamo a “zoomare” il diaframma più ampio che possiamo impostare scende a f/5,6.

Questo è praticamente tutto quello che c’è da sapere sul diaframma. Ricapitolando, c’è da ricordare che: un’apertura ampia lascia entrare più luce e fornisce una profondità di campo ridotta. Un’apertura stretta fornisce una profondità di campo più profonda, ma lascia entrare meno luce.

schema di spiegazione del rapporto del diaframma con la luce e la profondità di campo

Il rapporto del diaframma con la luce e la profondità di campo

Tempi di scatto

Quando si preme il pulsante di scatto sulla fotocamera e si scatta una foto, c’è bisogno di una quantità di tempo per far entrare la giusta quantità luce.

Questa quantità di tempo è nota come velocità dell’otturatore (o “tempo di scatto”).

L’otturatore è un componente posizionato davanti al sensore che si apre per un certo determinato periodo di tempo per poi chiudersi e non far passare più luce

immagine di un otturatore a tendina

Otturatore a tendina

La velocità dell’otturatore può variare dai 30 secondi a 1/5000 di secondo. Qui sotto un video a rallentatore dove si vede in funzione l’otturatore di una Nikon D3s

Quindi, un altro modo per variare la quantità di luce in ingresso è quello di utilizzare un tempo di scatto più o meno rapido.

Un tempo di scatto veloce (1/500 sec, esempio) consente di “congelare” l’azione, ed è consigliato per soggetti in movimento: fotografia sportive, corridori, ciclisti, bambini che giocano, etc

immagine di una fotografia sportiva

Fotografia sportiva, importante “congelare” l’azione

Un tempo di scatto lento, al contrario, fa entrare più luce ed è utile in condizioni scarsa luminosità; attenzione: utilizzare un tempo di scatto lento può far venire la nostra fotografia mossa!. Per esempio: in ambito di fotografia di interni è richiesto di un tempo di scatto lento, perchè spesso ti trovi a fotografare in ambienti generalmente con poca luminosità. In questo caso viene in aiuto il cavalletto (o treppiedi).

Un tempo di scatto lento è anche utile per aumentare il senso di movimento, con risultati spesso suggestivi

fotografia scattata con tempi lunghi

Tempo di scatto lungo per cercare di ottenere il mare con un effetto seta

Sensibilità ISO

La sensibilità ISO (ISO) è la sensibilità del sensore alla luce. Il suo valore può variare da ISO 100 fino a ISO 6400 e più (con l’avanzare della tecnologia è possibile trovare macchine fotografiche con sensibilità ISO a valori sempre più alti).

Come ricordato in precedenza un tempo di scatto lento può far uscire la foto mossa, per evitare questo effetto bisogna impostare un tempo di scatto abbastanza veloce da compensare l’inevitabile tremolio della mano. Se siamo in condizioni di scarsa luminosità (quindi non riusciamo ad impostare un valore di scatto veloce) molto spesso basterà impostare una sensibilità ISO più alta

Perchè quindi non utilizzare sempre ISO alti?

Semplice, perchè valori iso bassi (100/200) garantiscono una maggior risoluzione, una miglior resa dei colori e, soprattutto, una grana (o rumore digitale) inferiore sulla nostra fotografia.

immagine per far capire il rumore digitale

Aumentare del “rumore” con l’aumentare della sensibilità ISO

Fotocamere di fascia alta garantiscono meno rumore ad alti ISO, ma la regola è sempre la stessa: più è alta la sensibilità ISO usata, più rumore ottieni!

Combinare le impostazioni

Quando scattiamo una foto in manuale dobbiamo pensare a tutte e tre le impostazioni. Il mio consiglio è dare una priorità all’impostazione che preferiamo:

Vogliamo una profondità di campo ridotta? Andiamo a lavorare con il diaframma e quindi in priorità di apertura

Vogliamo congelare l’azione? Lavoriamo in priorità di tempi

L’esposimetro

In qualunque modalità utilizzata, la fotocamera ci aiuta a capire se stiamo sovra o sotto-esponendo la nostra fotografia tramite l’esposimetro. Il suo funzionamento è molto semplice:

  • se l’esposimetro indica valori negativi la fotografia che stai per scattare risulterà “sottoesposta”
immagine test sottoesposta

Fotografia sotto-esposta con relativa verifica dell’esposimetro

  • se l’esposimetro indica valore positivi la fotografia sarà sovraesposta
immagine test sovraesposta

Fotografia sovra-esposta

  • se l’esposimetro indica 0 avrai la fotografia correttamente esposta
Fotografia correttamente esposta

Fotografia correttamente esposta, notare che l’esposimetro è a 0