Impugnare correttamente la macchina fotografica

Impugnare correttamente la macchina fotografica

Uno dei problemi comuni ai fotografi neofiti è il micro-mosso (quando le immagini “sembrano sfocate”). In genere il motivo è perchè la fotocamera non è stata tenuta abbastanza ferma in fase di scatto. Ciò è particolarmente comune negli scatti in condizioni di scarsa luminosità, dove l’otturatore è aperto per lungo tempo. Anche il più piccolo movimento della fotocamera può causarlo e l’unico vero modo per eliminarlo è con un treppiede che io, per esempio, utilizzo sempre durante i miei servizi fotografici e soprattutto per la fotografia immobiliare per case e appartamenti.

Tengo a precisare che i consigli che andrò a dare aiutano ad evitare il mosso (o micro-mosso) causato dal tremolio della mano; se la foto rimane mossa perchè il soggetto è in movimento, l’unica nostra possibilità è quella di aumentare i tempi di scatto, come abbiamo visto nella terza lezione del corso gratuito di fotografia.

immagine sulla giusta impugnatura da tenere in fase di scatto

Come tenere una fotocamera

Utilizzare un treppiede è sicuramente il modo migliore per evitare questo “micro-mosso”, perché ha gambe robuste che mantengono ben salda la nostra macchina fotografica; ma se non ne hai uno, un modo semplice per migliorare la stabilità della fotocamera è di impugnarla nel modo corretto.

Esattamente il come dovresti impugnare la tua fotocamera dipenderà dal tipo di fotocamera digitale che utilizzi e varia da persona a persona a seconda delle preferenze.

Non esiste un vero e proprio modo giusto o sbagliato per farlo, ma ecco la tecnica che generalmente uso:

  • Usa la mano destra per afferrare l’estremità destra della fotocamera . L’indice dovrebbe poggiare leggermente sopra il pulsante di scatto, le altre tre dita si arricciano attorno alla parte anteriore della fotocamera. Il pollice destro sul retro della fotocamera.

 

  • Il posizionamento della mano sinistra dipende dal tipo di macchina fotografica, ma in generale dovrebbe supportare il peso della fotocamera e può andare sotto la fotocamera o sotto / intorno ad una lente se si dispone di una DSLR.

 

  • Se stai scattando utilizzando il mirino (cosa che consiglio) per inquadrare i tuoi scatti avrai la fotocamera bella e vicina al tuo corpo che aggiungerà una maggiore stabilità; mentre se stai usando lo schermo LCD assicurati di non tenere la fotocamera troppo lontana da te. Infila i gomiti sui fianchi e allontana leggermente la fotocamera dalla tua faccia (circa 30 cm).

 

  • Aggiungi stabilità extra appoggiandoti a un oggetto solido come un muro o un albero o sedendoti / inginocchiandoti. Se devi stare in piedi e non hai nulla su cui appoggiarti per un sostegno extra, metti i piedi alla larghezza delle spalle per darti una posizione ferma.

Tenere una fotocamera in questo modo ti consentirà di inquadrare rapidamente la scena che hai davanti e ti aiuterà anche a rimanere fermo per il momento cruciale (la fase di scatto)!

Un altro suggerimento extra

Prima di scattare, fai un respiro delicato ma profondo, trattieni, scatta ed espira. Un altro metodo utilizzato dalla gente è l’esatto opposto: espirare e prima di inspirare scatta. È incredibile quanto il corpo umano si muova semplicemente respirando – essere cosciente di ciò può darti un vantaggio.

Ovviamente ogni persona avrà le sue piccole tecniche con le quali è più a suo agio e alla fine è necessario trovare ciò che funziona meglio per te – ma nei primi giorni di familiarizzazione con la tua nuova fotocamera vale la pena considerare questi consigli.

Spero di essere stato utile e vi lascio anche un video, in inglese, ma di facile comprensione:

 

 

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Appartamento in affitto a Perinaldo

Appartamento in affitto a Perinaldo

Servizio fotografico di interni per un appartamento in affitto a Perinaldo (Imperia).

Anche in questo caso, come per il precedente appartamento, ho dovuto scattare più volte con esposizioni diverse per avere un’ampia gamma dinamica; poi unito tutto in post-produzione. La vista sull’entroterra di Bordighera è davvero mozzafiato.

Di seguito alcuni degli scatti realizzati:

Camera da letto

Camera da letto

Dettaglio artistico mobile sala

Dettaglio artistico mobile sala

Terrazza con splendida vista

Terrazza con splendida vista

Angolo cottura

Angolo cottura

Salone

Salone

 

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Casa vacanze a Ospedaletti

Casa vacanze a Ospedaletti

Servizio fotografico di interni per una casa vacanze ad Ospedaletti, ambienti molto curati con una splendida vista sul mare.

In questo caso è stato necessario utilizzare più esposizioni per fotografare l’ambiente per poi unirle in post-produzione, in quanto la grossa quantità di luce presente all’esterno andava a bruciare l’esposizione corretta per gli interni.

Di seguito alcuni degli scatti realizzati:

Salone con vista mare

Salone con vista mare

Camera da letto matrimoniale

Camera da letto matrimoniale

Terrazzo con splendida vista sul golfo

Terrazzo con splendida vista sul golfo

Seconda camera con divano-letto

Seconda camera con divano-letto

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Composizione e Tecnica

Composizione e Tecnica

Benvenuti nella quarta ed ultima lezione del Corso base gratuito di fotografia. Una fotografia ben composta è davvero una questione di opinione, ma ci sono alcuni trucchi che aiutano a produrre immagini migliori, oggi andrò a parlare di qualche consiglio utile per comporre meglio una fotografia.

Punto di vista

Il punto di vista in fotografia è una delle prime cose contano. Un punto di vista “giusto o sbagliato” può fare la differenza tra un’immagine accattivante ed una brutta. Nella fotografia di interni, per esempio, è consigliato scattare ad un’altezza non superiore al 1,20 m.

fotografi di interni

Fotografia di interni, con altezza della macchina fotografica a circa 1,20m

Verticale / Orizzontale

Le nostre reflex sono state progettate per permetterci di creare immagini orizzontali o verticali. Ma quando scegliere in che modo orientare la macchina fotografica?

Il formato orizzontale tende ad essere più adatto ai paesaggi, mentre il formato verticale alla figura umana.

immagine orizzontale di paesaggio

Esempio di fotografia di paesaggio orizzontale

Auto ritratto in formato verticale

Auto ritratto in formato verticale

Regola dei terzi

La regola dei terzi è la più semplice regola di composizione. Per capire la regola dei terzi, immaginiamo di prendere una cornice e sovrapporre una griglia di nove sezioni uguali:

immagine della griglia dei terzi

Griglia dei terzi

In linea generale si desidera posizionare elementi importanti in cui la griglia si interseca. Ecco alcuni esempi:

fotografia di esempio alla regola dei terzi

Fotografia di esempio alla regola dei terzi

immagine esempio alla regola dei terzi

Altro esempio alla regola dei terzi

I punti di intersezione sono dove l’occhio tende ad andare per primo, quindi è utile posizionare il soggetto su uno di questi punti. Posizionare il nostro soggetto al centro dell’inquadratura, spesso si ottengono foto statiche e piatte.

Spirale aurea

Dopo aver parlato di regola dei terzi non possiamo non citare la spirale aurea. E’ la rappresentazione grafica della sequenza di Fibonacci. Comporre cercando questa forma all’interno della scena, fa si che l’occhio umano provi piacere nel guardare l’immagine.

Un esempio lo possiamo vedere nel dipinto di Leonardo da Vinci: la “Gioconda”. Il rapporto aureo è stato individuato: nella disposizione del quadro, nelle dimensioni del viso e nell’area che va dal collo a sopra le mani.

Spirale aurea nel dipinto “La Gioconda”

Cornici

Utilizzare una cornice con il soggetto della nostra fotografia permette di porre l’accento e di enfatizzare il protagonista dell’immagine. Inoltre, ci aiuta ad immergerci nella scena

scatto di esempio di cornice come regola di composizione

In questo esempio le rocce fanno da “cornice” alla fotografia

Curva ad S

La curva ad S ci aiuta a ritrovare all’interno della nostra fotografa delle forme che stuzzicano il nostro interesse. Il nostro occhio infatti scorge una linea che ricorda una S ne è subito attratto.

immagine di esempio per la regola fotografica di composizione ad s

Esempio di “Curva S”

Con questa quarta lezione è terminato il corso base di fotografia. Vi ringrazio per la lettura e spero che sia piaciuto.

Con il tempo cercherò di ampliare questo ed altri argomenti, così da avere un corso più completo possibile.

Se sei indietro con le lezioni puoi trovare tutti gli argomenti nella pagina principale del corso.

Impostazioni manuali

Impostazioni manuali

Benvenuti nella terza lezione del Corso gratuito di fotografia. Nella lezione precedente abbiamo parlato delle impostazioni di base (automatiche) e sui-automatiche della nostra reflex. Oggi andiamo a scoprire la modalità manuale: impareremo i dettagli sull’apertura del diaframma, tupi di scatto e sensibilità ISO, nonchè il modo in cui tali impostazioni influenzano le nostre fotografie

Apertura del diaframma

L’apertura del diaframma (abbreviato con “ f “ ) è probabilmente il concetto più difficile da comprendere per le persone che si stanno avvicinando al mondo della fotografia, ma una volta capito, fidati, è semplice!

Se guardiamo all’interno di un obiettivo possiamo vedere il diaframma.

immagine del diaframma all'interno dell'obiettivo

Il diaframma all’interno dell’obiettivo

Maggiore è l’apertura, maggiore è la luminosità che si lascia entrare con ogni esposizione.

immagine del diaframma aperto

Diaframma aperto – f/2,8

Più piccola è l’apertura, meno luce si lascia entrare.

immagine del diaframma chiuso

Diaframma chiuso – f/22

Perchè quindi utilizzare un’apertura piccola se una più ampia lascia entrare più luce?!

A parte quelle situazioni in cui c’è troppa luce e vuoi farne entrare di meno, chiudere il diaframma significa aumentare la profondità di campo

Se hai visto fotografie con soggetto ben a fuoco e sfondo sfocato, invece, è dovuto ad un’apertura del diaframma ampia.

L’apertura del diaframma, come accennato in precedenza, è rappresentata in f-stop. Un numero basso, esempio f/1,4, denota un’apertura ampia; un numero più alto, come f/22, denota una apertura più stretta.

In fase di acquisto di un obiettivo dobbiamo guardare l’apertura più ampia possibile. Tutti gli obiettivi, infatti, sono contrassegnati con il loro diaframma più aperto possibile.

Se vedi un obiettivo 50mm f/1,4, significa che la massima apertura del suo diaframma è f/1,4.

foto di un obiettivo 50mm fisso

Obiettivo fisso 50mm a f/1,4

Alcuni obiettivi zoom (i più economici) hanno un intervallo del diaframma, per esempio, di f/ 3,5 – 5,6. Questo significa che quando l’obiettivo viene impostato alla sua minima lunghezza focale, il diaframma più ampio possibile è f/3,5; ma quando andiamo a “zoomare” il diaframma più ampio che possiamo impostare scende a f/5,6.

Questo è praticamente tutto quello che c’è da sapere sul diaframma. Ricapitolando, c’è da ricordare che: un’apertura ampia lascia entrare più luce e fornisce una profondità di campo ridotta. Un’apertura stretta fornisce una profondità di campo più profonda, ma lascia entrare meno luce.

schua di spiegazione del rapporto del diaframma con la luce e la profondità di campo

Il rapporto del diaframma con la luce e la profondità di campo

Tempi di scatto

Quando si preme il pulsante di scatto sulla fotocamera e si scatta una foto, c’è bisogno di una quantità di tempo per far entrare la giusta quantità luce.

Questa quantità di tempo è nota come velocità dell’otturatore (o “tempo di scatto”).

L’otturatore è un componente posizionato davanti al sensore che si apre per un certo determinato periodo di tempo per poi chiudersi e non far passare più luce.

immagine di un otturatore a tendina

Otturatore a tendina

La velocità dell’otturatore può variare dai 30 secondi a 1/5000 di secondo. Qui sotto un video a rallentatore dove si vede in funzione l’otturatore di una Nikon D3s. Ottima reflex che uso tutt’oggi per i miei servizi fotografici.

Quindi, un altro modo per variare la quantità di luce in ingresso è quello di utilizzare un tempo di scatto più o meno rapido.

Un tempo di scatto veloce (1/500 sec, esempio) consente di “congelare” l’azione, ed è consigliato per soggetti in movimento: fotografia sportive, corridori, ciclisti, bambini che giocano, etc

immagine di una fotografia sportiva

Fotografia sportiva, importante “congelare” l’azione

Un tempo di scatto lento, al contrario, fa entrare più luce ed è utile in condizioni scarsa luminosità; attenzione: utilizzare un tempo di scatto lento può far venire la nostra fotografia mossa!. Per esempio: in ambito di fotografia di interni è richiesto di un tempo di scatto lento, perchè spesso ti trovi a fotografare in ambienti generalmente con poca luminosità. In questo caso viene in aiuto il cavalletto (o treppiedi).

Un tempo di scatto lento è anche utile per aumentare il senso di movimento, con risultati spesso suggestivi:

fotografia scattata con tempi lunghi

Esempio di fotografia scattata con tempi lunghi

Sensibilità ISO

La sensibilità ISO (ISO) è la sensibilità del sensore alla luce. Il suo valore può variare da ISO 100 fino a ISO 6400 e più (con l’avanzare della tecnologia è possibile trovare macchine fotografiche con sensibilità ISO a valori sempre più alti).

Come ricordato in precedenza un tempo di scatto lento può far uscire la foto mossa, per evitare questo effetto bisogna impostare un tupo di scatto abbastanza veloce da compensare l’inevitabile truolio della mano. Se siamo in condizioni di scarsa luminosità (quindi non riusciamo ad impostare un valore di scatto veloce) molto spesso basterà impostare una sensibilità ISO più alta

Perchè quindi non utilizzare sempre ISO alti?

Semplice, perchè valori iso bassi (100/200) garantiscono una maggior risoluzione, una miglior resa dei colori e, soprattutto, una grana (o rumore digitale) inferiore sulla nostra fotografia.

immagine per far capire il rumore digitale

Aumentare del “rumore” con l’aumentare della sensibilità ISO

Fotocamere di fascia alta garantiscono meno rumore ad alti ISO, ma la regola è sempre la stessa: più è alta la sensibilità ISO usata, più rumore ottieni!

Combinare le impostazioni

Quando scattiamo una foto in manuale dobbiamo pensare a tutte e tre le impostazioni. Il mio consiglio è dare una priorità all’impostazione che preferiamo:

Vogliamo una profondità di campo ridotta? Andiamo a lavorare con il diaframma e quindi in priorità di apertura

Vogliamo congelare l’azione? Lavoriamo in priorità di tupi

L’esposimetro

In qualunque modalità utilizzata, la fotocamera ci aiuta a capire se stiamo sovra o sotto-esponendo la nostra fotografia tramite l’esposimetro. Il suo funzionamento è molto semplice:

  • se l’esposimetro indica valori negativi la fotografia che stai per scattare risulterà “sottoesposta”
immagine test sottoesposta

Fotografia sotto-esposta con relativa verifica dell’esposimetro

  • se l’esposimetro indica valore positivi la fotografia sarà sovraesposta
immagine test sovraesposta

Fotografia sovra-esposta

  • se l’esposimetro indica 0 avrai la fotografia correttamente esposta
Fotografia correttamente esposta

Fotografia correttamente esposta, notare che l’esposimetro è a 0