Cosa è la Profondità di Campo

Cosa è la Profondità di Campo

La profondità di campo (spesso abbreviata in PdC) è uno dei concetti più importanti nella fotografia. Capire cos’è la PdC e sapere quali sono i fattori che la influenzano, sono cose che tutti i fotografi dovrebbero padroneggiare. Come abbiamo visto nella terza lezione del corso di fotografia la profondità di campo viene controllata dall’apertura del diaframma. Ma lo sapevate che la PdC è influenzata anche da altri fattori?

Profondità di Campo?

La profondità di campo è l’area che il nostro occhio percepisce come nitida, ed è influenzata principalmente da 3 fattori:

  • Apertura Diaframma
  • Lunghezza focale dell’obiettivo
  • Messa a fuoco

Apertura del diaframma

Come già accennato la profondità di campo è influenzata principalmente dalla apertura del diaframma. Più aperto teniamo il diaframma (quindi valore di f/ bassi) minore sarà la profondità di campo. Non è da considerarsi uno svantaggio o vantaggio. Semplicemente una possibilità in più di gestire la parte a fuoco della nostra immagine.

Lunghezza focale

Minore è lunghezza focale, maggiore è la profondità di campo ottenuta.

Messa a fuoco

Più vicino è il soggetto che stiamo mettendo a fuoco, minore sarà la profondità di campo nella nostra fotografia.

 

Cosa è la Lunghezza Focale

Cosa è la Lunghezza Focale

Molti fotografi neofiti fraintendono il concetto di lunghezza focale. Contrariamente a quanto alcuni pensano, la lunghezza focale di un obiettivo non è la dimensione fisica della lente e ha poco a che vedere con la sua dimensione complessiva. Allora, cosa è? In questo articolo di approfondimento al corso di fotografia andremo a rispondere a questa domanda e ti farò capire come decidere la corretta lunghezza focale per il tuo stile di fotografia.

Definizione di Lunghezza Focale

Senza entrare in una discussione approfondita sulla fisica, la lunghezza focale di un obiettivo è una proprietà ottica dell’obiettivo. Misura la distanza, in millimetri, tra il centro ottico dell’obiettivo e il sensore della fotocamera (digitale / rullino, non cambia). Viene determinato con il focus ad infinito. Le lenti “prendono il nome” dalla loro lunghezza focale e puoi trovare queste informazioni sulla parte frontale dell’obiettivo. Ad esempio, un obiettivo da 50 mm ha una lunghezza focale di 50 mm!

immagine di un obiettivo fisso

Obiettivo sigma con lunghezza focale di 50mm

Nella definizione di lunghezza focale, ho citato il “centro ottico” di una lente. Potresti chiederti di cosa si tratta. Bene, l’obiettivo di una fotocamera non è fatto da un singolo pezzo di vetro. E’, invece, una combinazione di elementi di lenti e gruppi di elementi. La posizione in cui tutti i raggi di luce convergono per formare un’immagine nitida è conosciuta come il centro ottico dell’obiettivo.

La lunghezza focale è una proprietà dell’obiettivo stesso, non della fotocamera. Ciò che intendo è che un obiettivo da 50 mm è un obiettivo da 50 mm, indipendentemente dal fatto che si tratti di un full frame, di un APSC o di una fotocamera a medio formato. Tuttavia, le dimensioni del sensore hanno un ruolo nel campo visivo della combinazione obiettivo / fotocamera, ma ne parleremo tra poco.

Una cosa importante

Una cosa importante da capire è ciò che ci dice la lunghezza focale. La lunghezza focale descrive l’angolo di campo di una lente. Cioè, quanto di una scena davanti a noi cattura l’obiettivo. Più lunga è la lunghezza focale di un obiettivo, più stretto è il suo angolo di campo. I soggetti appaiono più grandi con lenti a lunghezza focale lunga rispetto a quando li osservano con i nostri occhi. D’altra parte, gli obiettivi con lunghezze focali corte assumono un angolo visuale molto più ampio. Quindi, gli elementi sembrano molto più piccoli nell’inquadratura di quanto non facciano ai nostri occhi.

Campo visivo e lunghezza focale equivalente

I termini “angolo di campo” e “campo visivo” vengono spesso usati in modo intercambiabile. Tuttavia l’angolo di campo è una proprietà ottica dell’obiettivo. Non cambia indipendentemente dal tipo di fotocamera utilizzata. Il campo visivo, d’altra parte, è il risultato della combinazione lente / sensore fotocamera. Il campo visivo non dipende solo dalla lunghezza focale dell’obiettivo, ma anche dalle dimensioni del sensore della fotocamera.

Una fotocamera full frame ha un sensore delle stesse dimensioni di un rullino da 35 mm (36 mm x 24 mm). La frase “lunghezza focale effettiva” (nota anche come lunghezza focale equivalente di 35 mm) viene utilizzata per equiparare ciò che una lente cattura in termini di sensore da 35 mm. Poiché la maggior parte delle persone è abituata a lavorare con le fotocamere a pellicola da 35 mm, il formato full frame è stato adottato come standard. La lunghezza focale equivalente descrive la lunghezza focale di un obiettivo che avreste bisogno di mettere su una fotocamera full frame per catturare lo stesso campo visivo di un dato obiettivo su una fotocamera con sensore APS. La lunghezza focale equivalente viene trovata moltiplicando la lunghezza focale dell’obiettivo per il fattore di ritaglio della fotocamera non a pieno formato. Per Nikon, le fotocamere DX hanno un fattore di ritaglio di x1,5. Le fotocamere EF-S Canon hanno fattori di ritaglio di x1,6. Inoltre, le fotocamere micro quattro terzi hanno un fattore di crop x2

Classificazione delle lunghezze focali

Gli obiettivi della fotocamera sono classificati in tre categorie a seconda della lunghezza focale equivalente. Gli obiettivi grandangolari hanno una lunghezza focale inferiore ai 35mm. Catturano viste incredibilmente ampie. Tuttavia, a causa di ciò, spesso presentano una visione distorta. Nella fotografia di interni, questi obiettivi sono fondamentali da avere in borsa!

Foto dell'ingresso di un monolocale sito in centro a Sanremo

Esempio di fotografia immobiliare, dove è stato utilizzato un obiettivo grandangolare

Gli obiettivi standard hanno lunghezze focali tra 35 mm e 70 mm. Catturano il mondo in un modo molto simile a quello che vedono i nostri occhi. Provocano una distorsione minima, perfetti da utilizzare nelle fotografie di cerimonie. Un’altra caratteristica degli obiettivi in ​​questa gamma focale è la loro capacità di staccare un soggetto dallo sfondo usando una profondità di campo inferiore rispetto ai grandangoli.

foto dello shooting dopo lo scambio di promesse

Fotografia scattata con obiettivo sigma 50mm

Le lunghezze focali tra 70 mm e 300 mm sono considerate lenti teleobiettivi . Sono regolarmente utilizzati dai fotografi sportivi e naturalisti per avvicinarsi ai loro soggetti.

Foto di equitazione presso il Pistoia Equestrian Centre

Esempio di fotografia sportiva, lunghezza focale utilizzata 200mm

Conclusione

Non rimanere attaccato alla definizione della lunghezza focale o alla differenza tra l’angolo di campo, il campo visivo e la lunghezza focale equivalente di un obiettivo. Ciò che è importante ricordare è che gli obiettivi con lunghezze focali lunghe avvicinano gli oggetti, “come un telescopio”. E, il rovescio della medaglia, le lenti grandangolari sono ideali per catturare panorami di grandi dimensioni. Se hai bisogno di avvicinarti al tuo soggetto, scegli un teleobiettivo. Se il paesaggio e l’architettura sono generi che ti divertono, assicurati di portare con te un obiettivo grandangolare. Per ritratti, e qualsiasi altra via di mezzo, non puoi sbagliare con un obiettivo dai 35mm ai 70mm!

Diventare fotografi professionisti

Diventare fotografi professionisti

La parola fotografia, che è di chiara origine greca, significa letteralmente “scrittura di luce”. D’altra parte, se si ammirano le opere realizzate da artisti del calibro di Holton, McCurry, Salgado e Geddes, solo per ricordare alcuni dei più importanti e noti maestri della fotografia, si comprende molto bene il concetto di scrittura di luce.

Da quando nel lontano 1839 nasce ufficialmente la fotografia, di progressi, di tecniche e via dicendo, ve ne sono stati davvero una infinità. Ma al di là che si prediliga la fotografia tecnica oppure quella creativa, come si può diventare dei fotografi professionisti e, come poter andare a gestire le attrezzature tecniche e comprendere i relativi processi per un business fotografico professionale ed efficiente?

L’importanza della formazione per diventare un fotografo professionista

Seppure sia assolutamente affascinante, il lavoro di fotografo è difficile. Tant’è, come racconta la quotidianità della vita reale, è una perenne sfida. Di conseguenza, è cruciale che un fotografo professionista, tra le tante cose, sappia avere un corretto approccio professionale per navigare nel mercato e strutturare la propria attività.

In questa ottica, la formazione fotografica è un elemento fondamentale per costruire una adeguata conoscenza per affrontare le diverse tematiche riguardanti questa fantastica professione.

L’area di lavoro del fotografo è molto ampia. Può riguardare, ad esempio, il creare immagini pubblicitarie e illustrative, effettuare foto sportive, foto a cerimonie o il fornire suggerimenti di idee per i clienti.

Oltre a ciò, ci si potrà, anche, trovare a dover saper pianificare processi di produzione, valutare le stime dei costi, come pure andare a collaborare e interfacciarsi con stilisti, persone dei media e molto altro ancora. Di conseguenza, si dovrà avere delle specifiche competenze per affrontare processi tecnicamente complicati, che mettono a dura prova le capacità del fotografo.

Diventare fotografo professionista

Il sogno di diventare un fotografo professionista

Chiunque abbia avuto il piacere di leggere la biografia di un celebre fotografo professionista, non può non aver colto come, tra i requisiti base per poter aspirare a diventare un professionista della fotografia, spicchino doti quali predisposizione naturale e formazione. La sola passione, quindi, non basta.

Non per nulla, la professione di fotografo può essere svolta tanto come libero professionista oppure come dipendente di una agenzia o di uno studio.

In linea generale, quindi, ci si dovrà andare a specializzare, ad esempio, in fotografia di cerimonia, in fotografia commerciale, in quella sportiva, ma anche in reportage, in ritratti e via dicendo.

Per quanto riguarda, invece, lo stile personale, questo potrà essere perfezionato sulla base della scelta del settore ove si preferirà operare. Comunque, a prescindere dalla carriera di fotografo che si vorrà seguire, è indispensabile imparare i fondamenti di questa professione.

Inquadratura fiscale

Per tutto quello che riguarda la parte fiscale (e quindi apertura Partita Iva, gestione, etc) vi lascio un articolo ben scritto che io stesso ho letto e studiato i giorni prima dell’apertura.

In conclusione, il lavoro del fotografo professionista è complesso e, specialmente oggigiorno, non può essere fatto facendosi guidare dall’improvvisazione.

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L’importanza del backup per un fotografo

L’importanza del backup per un fotografo

Fin dagli albori della storia della fotografia, salvaguardare il lavoro effettuato durante un servizio fotografico è stata una delle maggiori preoccupazioni per ogni fotografo. Nell’era della fotografia digitale, ha assunto sempre più importanza effettuare un backup.

Infatti, grazie allo sviluppo tecnologico che ha dato modo di veder diminuire, in modo considerevole, i costi di hard disk e delle schede di memoria, ogni fotografo si trova a dover gestire una maggiore produzione e un’archiviazione di foto e di immagini. Quindi il vero incubo per un fotografo professionale, è proprio quello di perdere tutto ciò che è stato da loro fotografato.

Di conseguenza, proprio per evitare questa triste sorte, è bene che ogni fotografo provveda ad effettuare un personale backup dei suoi vari lavori.

Un altro consiglio che mi sento di dare, soprattutto per la Fotografia di Cerimonie, è quello di utilizzare (se la macchina fotografica lo permette) il secondo slot in modalità backup. Così da avere le stesse fotografie salvate su due schede di memoria diverse. Sono momenti unici che non possiamo far ripetere, meglio avere un doppione di ogni fotografia!

immagine delle schede sd

Schede di memoria con hard disk

Cosa si intende per backup

In termini assolutamente sintetici, con il termine backup si intende l’effettuare una o anche più copie dei dati. Una preziosa risorsa anche per il fotografo in caso di accidentali e malevoli eventi. Rottura dell’hardware, errore umano, sbalzi di tensione e via dicendo, non sono eventi così impossibili.

Ecco quindi che per il moderno fotografo l’effettuare un backup è divenuta una priorità. Ma quali possono essere le strategie da seguire per un corretto backup per i fotografi?

immagine di una memoria sd

Memoria di tipo SD

Strategie di backup per i fotografi

Il backup per i fotografi, quindi, è una sorta di ancora di salvataggio, una operazione vitale per evitare la perdita di immagini digitali. Vediamo, pertanto, alcuni passaggi che possono annullare questo rischio.

Ovviamente, al primo posto vi è l’effettuare, senza alcun indugio, il backup. Perciò, ogni qualvolta un fotografo termina il suo lavoro, è fortemente consigliato effettuare un immediato backup. In questo modo, si potrà essere certi che le foto scattate non possano non essere utilizzabili.

Un fotografo, può eseguire il proprio backup, ad esempio, su un classico disco rigido di riserva, i quali sono una ottima risorsa per contenere un numero considerevole di foto.

Oltre che poter affidare il proprio backup ad un classico disco rigido di riserva, oggi come oggi, il moderno fotografo può anche scegliere di utilizzare il sistema cloud. Trovarne uno in grado di soddisfare le proprie esigenze di fotografo non è affatto difficile. Infatti, ve ne sono una infinità di tipologie a costi vari.

Altra importante strategia di backup per un fotografo, è quella che suggerisce di aggiornare sia i propri file e sia i formati di backup ad un moderno standard. Di fatti, come sono in perenne evoluzione i formati stessi dei file, lo sono, parimenti, gli elementi utilizzati per effettuare un backup.

Fino a non molto tempo fa, uno dei formati preferiti di backup era costituito da floppy disk, CD e DVD… ad oggi si parla di cloud e sistema nas.

In conclusione, effettuare un backup, ovvero creare una copia di sicurezza, è divenuto un qualcosa di assolutamente irrinunciabile per un fotografo, una assoluta garanzia che il proprio lavoro venga ad essere adeguatamente preservato e messo al riparo da ogni possibile catastrofico evento.

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La sezione aurea in fotografia

La sezione aurea in fotografia

Dopo aver parlato di Regole di composizione nel Corso Base di Fotografia, facciamo un approfondimento sulla Sezione Aurea.

Il dodicesimo secolo è stato un periodo d’oro per la fotografia! Ovviamente la fotografia non esisteva allora, ciò che invece esisteva era la matematica e in particolare un italiano di nome Leonardo Fibonacci.

Quindi qual’è stato il contributo di questo grande matematico alla fotografia moderna con tecniche che vengono utilizzate in tutti i campi della fotografia anche commerciale?

Bene, è tutto basato sulla composizione.

Alcune delle regole fondamentali della composizione fotografica provengono direttamente da studi matematici quali quelli della Sequenza di Fibonacci. Ha scoperto ciò che è noto come la “Sezione Aurea” o “Proporzione Divina”.

Quello che ha notato è che il rapporto aureo crea un senso di armonia ed equilibrio ed è presente all’interno di strutture anatomiche, forma delle galassie e nel mondo naturale . Quel rapporto è 1,61803 a 1.

immagine di una conchiglia

Dimostrazione di Spirale Aurea in natura

Cosa significa la Sezione Aurea per noi fotografi?

Bene, come abbiamo detto sopra, la sezione aurea è anche conosciuta come la “Divina Proporzione”. Questo perché si verifica praticamente ovunque in natura. I nostri occhi sono abituati a vedere questa proporzione ovunque guardiamo. Se nelle nostre composizioni fotografiche rompessimo questo rapporto naturale, l’immagine sembrerà a disagio ai nostri occhi.

Un esempio di Sezione Aurea lo possiamo trovare nel dipinto di Leonardo da Vinci: la “Gioconda”. Il rapporto aureo è stato individuato: nella disposizione del quadro, nelle dimensioni del viso e nell’area che va dal collo a sopra le mani.

immagine esplicativa della spirale aurea

La spirale aurea

Questa è una regola di composizione un po’ più complicata, ma estremamente potente. Il punto centrale della composizione inizia nell’angolo del rettangolo più piccolo. Quindi si immagina una spirale, che si muove fuori dalla scatola più piccola e si interseca attraverso ciascuna delle caselle più grandi fino a che non finisce sull’angolo della scatola più grande. Questa immagine ti aiuta a capire il percorso della spirale.

immagine di dimostrazione alla spirale aurea

Applicazione della spirale aurea in fotografia

Posizionando i soggetti lungo il percorso della spirale e dove la spirale interseca uno dei rettangoli dorati, possiamo creare un’immagine visivamente piacevole che consente al nostro occhio di seguire un percorso naturale attraverso l’immagine.

A prima vista potrebbe sembrare strano che un matematico del dodicesimo secolo dovrebbe essere così importante per la nostra composizione fotografica, ma ricorda, la maggior parte delle regole di composizione esiste da secoli, praticata da artisti molto prima di noi. Abbiamo solo adattato le loro tecniche a un mezzo più contemporaneo, come la fotografia.

Ecco un video interessante che mostra quanto spiegato in questo approfondimento.

 

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